Nassiriya, 12 novembre 2003
Nella strage di Nassiriya del 12 novembre 2003 morirono 12 carabinieri, 4 soldati dell'esercito e due civili. Un quinto soldato morì pochi giorni dopo, per le ferite riportate. Sei delle 15 vittime erano di origine siciliana.
CADUTI
I Carabinieri:
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Enzo FREGOSI 56 anni, ex comandante dei NAS di Livorno. |
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Giovanni CAVALLARO 47 anni, nato in provincia di Messina e residente a Nizza Monferrato, Maresciallo in servizio al comando provinciale Carabinieri di Asti. Era già stato impegnato in altre missioni in Kosovo e in Macedonia. |
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Alfonso TRINCONE 44 anni, era originario di Pozzuoli (Napoli) ma risiedeva a Roma. Il sottufficiale era in forze al NOE, il Nucleo operativo ecologico che dipende dal Ministero dell'Ambiente. |
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Capo Alfio RAGAZZI 39 anni, maresciallo dei carabinieri in servizio al Ris di Messina. Era specializzato nelle tecniche di sopralluogo e rilevamento e il suo compito era quello di istruire la polizia locale. |
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Massimiliano BRUNO 40 anni, maresciallo dei carabinieri, biologo in forza al Raggruppamento Investigazioni scientifiche (Racis) di Roma. |
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Daniele GHIONE 30 anni, di Finale Ligure (Savona), maresciallo dei carabinieri in servizio nella compagnia Gorizia. Era stato ausiliario dell'Arma, poi si era congedato e iscritto all'Associazione Nazionale Carabinieri. Era ritornato ad indossare la divisa vincendo un concorso per maresciallo. |
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Filippo MERLINO 40 anni, originario di Sant' Arcangelo (Potenza). Con il grado di Maresciallo comandava la stazione dei Carabinieri di Viadana (Mantova). |
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Giuseppe COLETTA 38 anni, originario di Avola (Siracusa) ma da tempo residente a San Vitaliano, in Campania, Vice Brigadiere in servizio al comando provinciale di Castello di Cisterna (Napoli). |
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Ivan GHITTI 30 anni milanese, carabiniere di stanza al 13/mo Reggimento Gorizia. Era alla sua quarta missione di pace all'estero, dopo essere stato tre volte in Bosnia. |
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Domenico INTRAVAIA 46 anni, di Monreale, appuntato dei CC in servizio al comando provinciale di Palermo. Era già stato in missione a Sarajevo. |
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Andrea FILIPPA 33 anni, torinese, carabiniere dall'età di 19. Era esperto di missioni all'estero. Prestava servizio a Gorizia presso il 13° Battaglione Carabinieri. |
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Orazio MAIORANA 29 anni, di Catania, Carabiniere scelto in servizio nel battaglione Laives-Leifers in provincia di Bolzano. |
I Soldati dell'Esercito:
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Massimiliano FICUCIELLO 35 anni, tenente dell'esercito, figlio del Gen. Alberto Ficuciello. |
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Silvio OLLA 32 anni, dell'isola Sant' Antioco (Cagliari), Sottufficiale in servizio al 151° Reggimento della Brigata Sassari. Figlio di un Maresciallo. Laureato in Scienze Politiche, Olla era in forza alla cellula Pubblica Informazione. |
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Emanuele FERRARO 28 anni, di Carlentini (Siracusa), caporal maggiore scelto, in servizio permanente di stanza nel 6° Reggimento trasporti di Budrio (Bologna). |
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Alessandro CARRISI 23 anni, di Trepuzzi (Lecce), caporale volontario in ferma breve, anche lui in servizio nel 6/o Reggimento trasporti di Budrio. |
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Pietro PETRUCCI 22 anni di Casavatore (Napoli), caporale dell'Esercito. |
I Civili:
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Stefano ROLLA 65 anni di Roma. Aiuto regista che stava facendo i sopralluoghi per un film documentario. |
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Marco BECI 43 anni, funzionario della cooperazione italiana in Iraq. |
Alle 9 in punto, i 19 mezzi militari che portano le bare dei caduti si muovevano dal vittoriano verso la basilica di San Paolo dove si è poi svolta la cerimonia funebre alla presenza dei parenti delle vittime e delle più alte autorità dello Stato. Apriva il corteo, la scorta d'onore dei Carabinieri, composta da motociclisti disposti in fila per due.
Un vero e proprio cordone umano con migliaia di persone sui marciapiedi, lungo le strade e nelle piazze. La gente si affaccia ai balconi e applaude. Molti si commuovono. Alle finestre e sulle ringhiere tanti tricolori.
Un applauso scrosciante quando le 19 bare sono uscite dalla chiesa. Lungo la basilica si sono disposti carabinieri in Alta uniforme. Ai piedi dell'altare maggiore, addobbato con rose bianche, sono stati allineati i feretri, tutti avvolti nel tricolore. Su ciascuno, un cuscino di velluto rosso con spada e berretto d'ordinanza.
I familiari delle vittime erano nelle prime file a destra dell'altare; a sinistra le più alte cariche istituzionali e militari: c'era il presidente Ciampi, il premier Berlusconi, i presidenti di Camera e Senato, Casini e Pera. Dietro di loro, ministri, parlamentari e altre autorità. In chiesa anche coloro che erano rimasti feriti nell'attentato.
A celebrare la messa, oltre al cardinale Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, 22 tra arcivescovi e vescovi.
18 novembre 2003
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Un carabiniere depone un mazzo di fiori al Vittoriano
L'omaggio della gente
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