24 Giugno 2010
Ad Agra, antica capitale dell'Impero Mughal, sulla riva destra del fiume Jamuna (India settentrionale), sorge il Taj Mahal, una delle "sette meraviglie del mondo moderno”, che l'UNESCO ha inserito tra i patrimoni dell'umanità.
Al mondo, infatti, non esiste un monumento che sia comparabile ad esso per armonia e splendore.

Benché siano trascorsi più di 350 anni da quando fu costruito, il Taj Mahal, con la bellezza della sua maestosa struttura in marmo bianco, lavorato e traforato, non ha mai cessato di attrarre milioni di visitatori ed essere uno dei più conosciuti monumenti del patrimonio mondiale. Il Taj sorge su una base di pietra arenaria rossa sormontata da un'enorme terrazzo di marmo bianco sul quale si posa la famosa cupola affiancata dai quattro minareti affusolati. La cupola è fatta di marmo bianco, ma la sua posizione vicino al fiume fa si che un magico gioco di colori, cangianti durante le ore del giorno e a seconda delle stagioni, diano al Taj Mahal riflessi che lo rendono unico ma sempre diverso: rosato al mattino, bianco latteo alla sera e d'oro quando la luna splende.
In India si dice che questi cambiamenti di colore rispecchiano la mutevolezza dell'umore femminile.

Come un gioiello, il Taj scintilla al chiaro di luna, quando i 28 tipi di pietre semi-preziose, incastonate nel marmo, ne riflettono i raggi.

Questo capolavoro architettonico, che ha ispirato scrittori e poeti di ogni tempo, è, in realtà, la tomba della regina Arjumand Banù Begum, seconda moglie dell’imperatore moghul Shah Jahan, meglio nota con gli epiteti di Mumtaz Mahal (adorato ornamento del palazzo, la preferita del palazzo, luce del palazzo) o di Taj Mahal (diadema del palazzo).
Nata ad Agra con il nome di Arjumand Banù Begum, nel 1612, all'età di 19 anni, sposò il Principe Khurram, che in seguito sarebbe stato incoronato Gran Mogol con il nome di Shah Jahan.
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| Mumtaz Mahal | Shah Jahan |
Donna di straordinaria bellezza, Mumtaz Mahal diede a Shah Jahan ben quattordici figli, sette dei quali morirono giovanissimi. Ella stessa morì di parto a Behrampur, nel Deccan, il 17 giugno 1631 (aveva appena dato alla luce il loro quattordicesimo figlio), mentre accompagnava il marito nella campagna contro i signori della dinastia Lodhi.
Mentre Mumtaz Mahal era ancora in vita, aveva chiesto e ottenuto dall'imperatore quattro promesse, nel caso in cui fosse morta prima di lui. La prima promessa era quella di erigere un monumento come simbolo del loro amore; la seconda che si sarebbe dovuto sposare di nuovo per dare una nuova mamma ai loro figli; la terza promessa era che sarebbe sempre stato buono e comprensivo con i loro figli; e la quarta, che avrebbe visitato la sua tomba ad ogni anniversario della sua morte. L'Imperatore giurò solennemente e, quando la sua amata morì, cadde nella più cupa disperazione. Dopo essere rimasto recluso in assoluta solitudine per diversi mesi, quando apparve nuovamente in pubblico, si mostrò come un uomo emaciato, con la faccia scavata e i capelli completamente bianchi.
Shah Jahan mantenne la promessa e quello stesso anno (1631) diede avvio alla costruzione del Taj Mahal, che fu completata ventidue anni dopo, nel 1653 . Ventimila persone furono impiegate per la sua costruzione.

Il Taj Mahal è il simbolo di un amore che voleva essere più forte della morte e, allo stesso tempo, il riflesso dell’onnipotenza del Gran Mogol, Shâh Jahân, che ne ordinò la costruzione, come sepoltura di Mumtâz Mahal. Oltre al romanticismo della storia, a Shâh Jahân corrisponde l’aver fatto della morte della sposa un simbolo di bellezza e l’aver dato all’India e al mondo intero il più celebre mausoleo esistente.

Cenotafio di Mumtâz Mahal
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"Nel nome di Allah, l'altissimo, il Clemente, il Misericordioso. Lode ad Allah, Signore dell'universo! Che i fatti degli antichi siano una lezione per i moderni acciocché l'uomo consideri i casi toccati agli altri, rispetti le parole di coloro che furono e, considerando ciò che ad essi toccò, si corregga. Perciò sia gloria a colui che conservò i racconti e con essi le cose degli antichi come esempio per i posteri. Orbene, di tali racconti vogliamo narrarvi la storia di un principe e del suo amore per una donna e della mirabile costruzione che volle dedicarle. Si racconta, ma Allah è più sapiente, più saggio e più potente e più benefico, che c'era nel tempo dei tempi e negli anni passati, e precisamente nel 1612, un principe di nome Khurram che prese in sposa, come seconda moglie, Arjumand Banu Begam, meglio conosciuta come Mumtaz Mahal. Il principe, che divenne poi il quinto imperatore della dinastia Mughal con il nome di Shah Jehan, amava profondamente la principessa e questa unione era una vera e propria passione. Mumtaz divenne compagna inseparabile di suo marito in tutti i suoi viaggi e spedizioni militari. Era la sua consigliera e consulente ed ispirava a lui atti di carità e di benevolenza verso deboli e bisognosi. Ma, tre anni soltanto dopo la sua salita al trono, a Burhanpur dove lo aveva accompagnato in una campagna militare, dopo aver partorito il loro quattordicesimo figlio la principessa muore. Si narra che la morte della moglie abbia talmente sconvolto ed addolorato l'imperatore che tutti i suoi capelli e la barba si sono imbiancati come la neve in pochi mesi. Si narra ancora, però, che quando Mumtaz Mahal era viva aveva ottenuto dall'imperatore quattro promesse: in primo luogo, quella di costruire un tempio, in secondo luogo, quella che si sarebbe sposato ancora, terzo, quella di essere gentile con i loro bambini, ed infine quella di visitare la sua tomba agli anniversari di morte. L'imperatore chiamò allora a sé i migliori artisti e dette inizio, in sua memoria, alla costruzione della tomba, che venne completata dopo circa vent'anni di lavoro da parte di 20.000 uomini. Shah Jehan andava in barca a visitare la tomba della moglie. I documenti descrivono il suo arrivo al monumento dal lato del fiume e la sua ascesa dall'argine al terrazzo. Questa usanza, tuttavia, era riservata all'imperatore e al suo seguito. Tutti gli altri invece dovevano attraversare una grande corte per entrare nel portale principale sul lato sud. In questa corte i viaggiatori si fermavano, venivano sfamati i poveri e distribuite le elemosine. L'imperatore aveva così realizzato il Taj-Mahal, meraviglia del mondo e universalmente riconosciuto come tempio dell'amore, e sia gloria a coloro che conservano le parole e le cose degli antichi". (dal sito www.oltremagazine.com) |
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Presidente Ten. LAURICELLA Giacomo
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